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Le azioni giapponesi sono scese del 3%格隆汇 23 giugno — L'indice Nikkei 225 amplia le perdite superando il 3%, mentre il colosso giapponese dei chip di memoria Kioxia Holdings crolla di oltre il 14%.
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L'indice Nikkei 225 è crollato del 3% nella giornata, attestandosi attualmente a 70.165,53 punti.Secondo quanto riportato da Golden Ten Data, il Nikkei 225 ha registrato oggi un forte calo del 3% ed è attualmente quotato a 70.165,53 punti.
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Il mercato toro dell’IA a un bivio chiave, il mercato dei semiconduttori di fronte al dibattito “1995 vs. 2000”BlockBeats News, 23 giugno – Il campo di battaglia principale del trading sull’AI si sta spostando dalle large-cap tecnologiche ai semiconduttori, ma questo rally sta iniziando a mostrare anche caratteristiche tipiche di una frenesia storica. Il Philadelphia Semiconductor Index SOX si trova ancora in un canale di forte crescita, e la strategia di acquistare sui ribassi verso la media mobile a 21 giorni è risultata efficace finora quest’anno. Tuttavia, questa operazione sta diventando sempre più affollata. Il SOX attualmente si trova circa al 23% sopra la sua media mobile a 50 giorni; anche se non si raggiungono i livelli estremi del picco di maggio, le condizioni di ipercomprato a breve termine sono piuttosto evidenti. Di maggior rilievo è che l’RSI mensile del SOX è salito a livelli vicini a quelli dell’epoca della bolla dot-com. Questo indica che il trend dei semiconduttori è ancora forte, ma la tendenza ha raggiunto un intervallo generalmente riscontrato solo in periodi di frenesia storica. Si notano anche cambiamenti nei flussi di capitale. Il rapporto SOX/Magnificent 7 ha raggiunto il livello più alto dal 2019, segnalando che gli investitori stanno usando i semiconduttori per rappresentare il tema AI invece delle large-cap tecnologiche. I dati di Goldman Sachs mostrano anche che l’esposizione netta sulle Magnificent 7 è recentemente diminuita, suggerendo che queste aziende leader della tecnologia stanno diventando la “fonte di finanziamento” per gli investitori che inseguono i titoli AI. Il mercato della volatilità sta inviando segnali più complessi. Il rapporto VXN/VIX è recentemente schizzato verso l’alto, a indicare che la volatilità delle azioni tecnologiche sta crescendo rapidamente rispetto alla volatilità complessiva del mercato. Market Ear ritiene che questa combinazione di “prezzo spot in salita e volatilità in aumento” sia insolita e suggerisce che il mercato sia ancora forte, ma la struttura è diventata più fragile sia in caso di rialzo che di ribasso. Guardando al 1995, si nota come anche allora il SOX abbia registrato una crescita rapida, seguita da una dolorosa correzione, senza però interrompere il mercato toro; la vera fase di frenesia si verificò solo alla fine del 1998. In altre parole, il mercato dei semiconduttori attuale potrebbe vivere solo un surriscaldamento iniziale in un ciclo più ampio. Se però si guarda al 2000, il rischio risulta più elevato. Il confronto tra l’MSCI Global Semiconductor Equipment Index e la performance del NASDAQ dal 1996 al 2003 mostra similitudini tra l’andamento attuale dei produttori di apparecchiature per semiconduttori e le fasi finali della bolla dot-com. L’autore non ha fornito una conclusione definitiva, lasciando la valutazione al mercato: il trend attuale assume al tempo stesso caratteristiche di continuazione del mercato toro e di segnali di una bolla nelle sue fasi finali. La fervente speculazione sul mercato coreano ha ulteriormente aggravato queste preoccupazioni. Nei giorni di forti oscillazioni, il trading di ETF con leva e inversi coreani da parte del market maker Gammas può arrivare a rappresentare oltre il 20% dei volumi giornalieri del KOSPI, segnalando che i prodotti a leva possono amplificare i movimenti del mercato. Nel frattempo, si osserva una rara deviazione tra la volatilità del mercato azionario e quella dei tassi d’interesse. Un significativo calo della volatilità obbligazionaria di solito favorisce una ripresa del mercato azionario, ma l’indice S&P 500 non ha ancora rispecchiato appieno questo segnale. Per i rialzisti, ciò potrebbe significare che c’è ancora spazio per il rialzo; per i ribassisti, implica che il mercato attuale non stia prezzando pienamente il rischio.
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